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Anche quest’anno riparte la rassegna cinematografica Notti Disarmate!

In questa edizione propone il tema dei disastri ambientali e tecnologici, i quali per via della loro forza incisiva e drammaticità sono l’argomento maggiormente trattato dai mass-media. Questi ultimi, infatti, alimentano, attraverso le immagini prodotte ed il proliferarsi di questi eventi laceranti, una percezione continua di rischio, contribuendo ad accrescere i danni sociali e culturali.

Notti disarmate 2017 presenta quindi sette film, i quali si ripropongono di dare alla rassegna l’assetto di una mappa geografica, dove ogni appuntamento è uno zoom su un determinato punto della mappa colpito da una catastrofe, rendendo così protagonista la collettività sotto vari aspetti.

Le proiezioni si terranno ogni martedì e giovedì dal 4 al 27 aprile in due appuntamenti giornalieri, alle 17.30 e alle 20.30 presso la Casa del Cinema, San Stae, 1990, Venezia.

Inoltre vi evidenziamo l’appuntamento di mercoledì 5 aprile in cui, dalle ore 17:00, la rassegna ospiterà il professore Francesco Vallerani per un incontro intitolato “Agire incosciente e impatti umani: verso una geografia del disagio.” in cui si analizzerà il rapporto tra umanità e ambiente in luoghi toccati da disastri tecnologici e naturali.

A seguire la proiezione di due mediometraggi: La Jetèe di Chris Marker e La Soufrière – Warten auf eine unausweichliche Katastrophe di Werner Herzog.

L’ingresso è gratuito e si consiglia la prenotazione.

Vi aspettiamo!

Ecco la brochure:

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E dove seguirci:

https://www.facebook.com/events/197222597434256/

In concomitanza con la rassegna cinematografica Notti Disarmate organizzata dai volontari del Servizio Civile Nazionale, quest’anno sarà possibile visitare fino al 17 giugno la mostra Messa a fuoco. La violenza nei manifesti di propaganda degli anni ’40, organizzata dai volontari del Servizio Civile, promossa dal Comune di Venezia e con la collaborazione dell’Archivio Generale del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo del territorio.

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Venezia nel 1944 si presentava come città da “guerra civile”, divisa tra l’occupazione tedesca, gli organi della Repubblica Sociale Italiana e l’attività dei partigiani. In una situazione di questo tipo, la propaganda nazifascita rivestì un ruolo significativo, vedendo coinvolto in prima linea l’Ufficio Affissioni della città. A Venezia, come in tutte le città d’Italia, le strade si riempivano da un giorno all’altro di manifesti propagandistici che rappresentavano l’immagine forzata dal potere e la massa cittadina che si vedeva riflessa o forzatamente indotta in ruoli e desideri che non le appartenevano. Proprio in ambiti grafici spesso la violenza veniva raffigurata sotto diverse forme e simboli, molte volte inediti.

La mostra riflette sul delicato tema della rappresentazione della violenza cercando un dialogo tra le proiezioni della rassegna cinematografica Notti Disarmate con le riproduzioni di 14 manifesti provenienti dall’Archivio Storico Municipale di Venezia.

Osservando forme e contenuti di queste opere prima e dopo la visione dei film, la violenza emerge nella sua crudezza e ci interroga tutti su chi siamo, se attori o spettatori di questo problematico quanto inquietante momento storico.

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Curatore: Luca Canal

Comitato scientifico: Cristina dal Gian, Alessandra Gregorini

Comitato tecnico: Nicola Boscolo Bragadin, Giacomo Bettini, Marcello Daidone

Comunicazione e organizzazione: Matteo Cattelan, Giulia Concina

Progetto grafico: Veronica Gennari, Carmen Rodrìguez de la Fuente

Progetto di allestimento: Maria Acanfora

La mostra è visitabile nell’orario di apertura della Casa del Cinema.

MONTY PYTHON – IL SENSO DELLA VITA

REGIA Terry Jones OR. Gran Bretagna, 1983, DUR. 101′.

a cura di Matteo Cattelan e Giulia Concina


12859COMMENTO

Nel proporre la propria versione di cosa significhi esistere su questa terra, il celebre gruppo comico inglese dei Monty Python gioca con la forma stessa del narrare. Non è un racconto unico, né un film a episodi, ma un insieme di brevi spezzoni che intendono rappresentare momenti salienti e comuni della vita di ognuno, dalla nascita alla morte. Ogni sketch presenta una situazione consueta che vira bruscamente nell’assurdo più strampalato come lo stesso film, brillante mosaico di paradossi che si prendono gioco delle convenzioni della vita e del raccontare la vita.

CONTESTO

Ma qual è dunque il senso della vita? Se una risposta definitiva giustamente i Monty Python non la danno, si può però avere dal loro film una miriade di non-risposte. Quale non è il senso della vita? Non è vivere secondo le condizioni sociali, istituzionali e pure linguistiche. Non è vivere come “si dovrebbe” (ed è paradigmatico che la cornice sia formata dalla chiacchera di pesci in un acquario: un gruppetto sociale equilibrato e privo di conflitto, ma in gabbia). La comicità paradossale dei Monty Python dunque si trasforma in un vortice di ribaltamenti paradossali, in un estremo rifiuto della filosofia del “live and let live”. Il sovvertimento comico non risulta come un momento carnevalesco di rovesciamento normalizzante della situazione (rovesciamento che rafforza la stabilità socio-culturale) quanto una possibile e parziale risposta alla “Grande Domanda” che soggiace al film. Una risposta unica e risolutiva non è possibile, ma non per questo la questione va evitata o lasciata da parte, tutt’altro: proprio perchè si è esseri umani la questione va affrontata, con una sorta di “disperazione creativa” (per citare una definizione dell’anarchia dello studioso Colin Ward) in grado non di trovare facili soluzioni, ma di opporsi proprio a quest’ultime. Un’assunzione di responsabilità che – deformata dalla comicità surreale dei comici britannici – s’intende in questa rassegna correre in parallelo con quella del rifiuto di servire sotto le armi che è stato l’atto generativo del Servizio Civile com’è oggi.

Il generale: Va benissimo prendere in giro i militari, ma quando si considera il significato della vita è la lotta tra punti di vista contrastanti della vita stessa e senza la capacità di difendere il proprio punto di vista contro altre, forse più aggressive ideologie, allora la ragionevolezza e la moderazione possono semplicemente scomparire. Ecco perché… un esercito è indispensabile! E che Dio mi fulmini se le cose stanno diversamente. [Cade un fulmine]

Annunciatrice alla fine del film: Ecco il senso della vita: be’, non è niente di speciale… siate gentili con il prossimo, non mangiate i grassi, leggete un buon libro, fate passeggiate e cercate di vivere in pace e armonia con gente di ogni fede o nazione […] E infine ecco delle figure assolutamente gratuite di peni per dar noia ai censori e speriamo per suscitare qualche controversia il che sembra l’unico modo oggigiorno per indurre la gente satura di televisione ad alzare il fottutissimo culo e tornare al cinema. Spettacoli per famiglia? Tutte balle. Non vogliono che porcherie: tipi che si fanno cose a vicenda con seghe a mano durante il thè di beneficenza, baby-sitter pugnalate con aghi da maglia da candidati alla presidenza checche, vigilantes occupati a strangolare galline, bande armate di critici che sterminano poveri esordienti; dov’è il divertimento nei film?

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LOTHAR

REGIA Luca Zuberbühler OR. Svizzera, 2013 DUR. 13′

Lothar ha un problema: ogni volta che starnutisce qualcosa si rompe. Una caratteristica surreale che lo costringe a fare una vita da recluso. Un giorno il tostapane cui è tanto affezionato – e dono della sua amata mamma – si rompe. Lothar deve quindi uscire dal suo sicuro ambiente.

LA CASA DEL CINEMA – VIDEOTECA PASINETTI

Giovedì 28 aprile or. spett. 17.30/20.30